Il nuovo premier britannico apre al riconoscimento ufficiale della Palestina: “La situazione a Gaza è intollerabile, dobbiamo agire”. Una mossa politica con riflessi internazionali.
Riconoscimento della Palestina: la svolta del Regno Unito
Nel corso di un Consiglio dei ministri straordinario a Londra, il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che “è arrivato il momento di riconoscere lo Stato palestinese”, seppur a determinate condizioni politiche e diplomatiche. Una frase destinata a segnare una svolta nella politica estera del Regno Unito e ad accendere il dibattito internazionale.
“La situazione a Gaza è intollerabile. La soluzione dei due Stati si allontana ogni giorno di più. Per questo dobbiamo agire”, ha dichiarato Starmer.
La notizia è stata confermata oggi da fonti ufficiali a Downing Street e riportata da più media britannici e internazionali.
Un cambio di rotta nella politica estera del Regno Unito
Il governo britannico, insediatosi da poco dopo le elezioni, sta rivalutando la sua posizione sulla questione israelo-palestinese, allineandosi potenzialmente a una serie di paesi europei (come Spagna, Irlanda e Norvegia) che hanno già riconosciuto formalmente lo Stato di Palestina.
Questa mossa rappresenta:
- un gesto simbolico e politico verso il popolo palestinese;
- una pressione diplomatica su Israele per fermare l’escalation militare a Gaza;
- un tentativo di rilanciare la soluzione dei due Stati, ormai sempre più lontana dalla realtà concreta sul campo.
Gaza: emergenza umanitaria senza precedenti
La dichiarazione di Starmer arriva in un contesto drammatico: la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è ai limiti del collasso, con migliaia di vittime civili, gravi carenze di cibo, acqua e cure mediche. Le Nazioni Unite e numerose ONG denunciano una crisi senza precedenti, e l’opinione pubblica internazionale è sempre più critica nei confronti del blocco israeliano.
Secondo l’UNRWA, oltre 1,9 milioni di palestinesi hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria.
Fonte: ONU – Crisi a Gaza
Starmer ha chiarito che il riconoscimento dello Stato palestinese non sarà incondizionato. Alcuni punti chiave includono:
- Impegno per la sicurezza regionale, inclusa la fine delle ostilità e dei lanci di razzi da Gaza.
- Riforme istituzionali palestinesi, con l’obiettivo di garantire stabilità e rappresentanza democratica.
- Un dialogo costruttivo tra le due parti, supportato dalla comunità internazionale.
Il gesto ha provocato reazioni miste:
- Il Partito Laburista si è in gran parte mostrato compatto nel sostenere il primo ministro.
- Le opposizioni, in particolare i conservatori, hanno chiesto cautela e consultazioni più ampie con Israele e gli alleati NATO.
- L’Autorità Nazionale Palestinese ha accolto positivamente l’annuncio.
- Tel Aviv, invece, ha reagito con preoccupazione e fermezza, chiedendo al Regno Unito di riconsiderare la posizione.
📌 Conclusioni: una mossa che cambia gli equilibri?
Il riconoscimento della Palestina da parte del Regno Unito — se effettivamente attuato — potrebbe rafforzare il fronte europeo che chiede una nuova diplomazia per il Medio Oriente. Ma si tratta anche di un passo delicato, da gestire con attenzione, per non irrigidire ulteriormente un conflitto già tragico.
🔗 Approfondimenti utili:
- Crisi umanitaria a Gaza – UN OCHA
- La posizione della Gran Bretagna su Israele e Palestina – BBC News