Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi il pacchetto sicurezza: via libera al decreto legge e al disegno di legge sulla questione. Stretta particolare su armi bianche e su minori. Nuovi strumenti a sostegno della polizia: arriva il fermo nell’ambito degli eventi pubblici ma il pubblico ministero può ordinare il rilascio se ritiene che non ci siano le condizioni previste.
Cdm, lordine del giorno
Il Consiglio dei ministri, riunitosi questo pomeriggio, ha dato il via libera al “pacchetto sicurezza”, al decreto legge per il Ponte di Messina ed al decreto legislativo per la trasparenza retributiva e parità salariale di genere.
Il decreto legge sulla sicurezza si compone di 33 articoli e contiene disposizioni che puntano a rafforzare le misure di sicurezza e limitare delle libertà personali, per evitare devastazioni come quelle viste a Torino. Così, il provvedimento punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto dei reati e la Daspo e prevenire fenomeni di violenza giovanile e disordini legati alle manifestazioni pubbliche.il fermo preventivo dei soggetto pericolosi o con precedenti di partecipare a manifestazioni e cortei, tra le misure. Divieto di manifestazioni non autorizzate e obbligo di preavviso.ù
Riforma Nordio: Non uno “Scudo”, ma una Tutela Procedurale
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, respinge le critiche sul cosiddetto “scudo penale”, precisando che la nuova norma non garantisce affatto l’impunità. L’obiettivo è invece quello di proteggere cittadini e Forze dell’ordine dal peso burocratico e d’immagine dell’iscrizione immediata nel registro degli indagati quando l’azione appare chiaramente giustificata.
La bozza prevede l’istituzione di un registro separato (un modello ad hoc) dove il Pubblico Ministero effettuerà un’annotazione preliminare anziché una formale iscrizione. Questa procedura si applicherà ai casi in cui sussistano evidenti cause di giustificazione — come la legittima difesa o l’uso legittimo delle armi. In questo modo, pur garantendo al soggetto tutte le tutele difensive previste dalla legge, si evita l’automatismo della “messa sotto indagine” ordinaria per chi ha agito nell’esercizio di un dovere o per necessità.
