Europa: Il bilancio controverso da 2mila miliardi svela profonde divisioni sulle priorità future

Europa: Il bilancio controverso da 2mila miliardi
Europa: Il bilancio controverso da 2mila miliardi

Europa: Il Bilancio Controverso da 2mila Miliardi Svela Profonde Divisioni sulle Priorità Future

Bruxelles, 25 luglio 2025 – La presentazione da parte della Commissione Europea della sua proposta di Bilancio Pluriennale 2028-2034, con uno stanziamento previsto di circa 2mila miliardi di euro, ha innescato un vero e proprio “terremoto” politico a Bruxelles. Nonostante l’entità delle risorse, quasi il doppio rispetto al settennato precedente (1.270 miliardi per il 2021-2027), il piano ha già incontrato una fredda accoglienza e un coro di critiche da parte dell’Europarlamento e di diversi Stati membri.

La proposta, che si propone di definire le priorità politiche dell’Unione per i prossimi sette anni, mira a rafforzare la capacità del blocco di rispondere agli sconvolgimenti internazionali in atto e alle sfide imposte dalla difesa e dalla doppia transizione energetica e digitale. La Presidente Ursula von der Leyen ha definito questo il bilancio “più ambizioso mai proposto”, sottolineando come sia “più strategico, più lineare, più flessibile e più trasparente”, con maggiori investimenti nella capacità di risposta e nell’indipendenza europea.

Un punto chiave della proposta è che l’aumento delle risorse non dovrebbe gravare significativamente sui singoli Stati membri, il cui contributo al PIL crescerà solo marginalmente dall’1,13% all’1,15%. La Commissione intende invece recuperare la maggior parte delle nuove entrate attraverso l’adeguamento e l’incremento di nuove imposte. Tra le fonti di finanziamento innovative figurano una tassa sulle grandi imprese, imposte sul tabacco e sui rifiuti elettronici.

Questi nuovi flussi di denaro non solo supporteranno le nuove priorità, ma verranno anche utilizzati per rimborsare i prestiti del Next Generation EU, aprendo così la strada a un nuovo strumento di debito comune, pensato per essere attivato in caso di future crisi.

Tuttavia, il percorso di questa proposta si preannuncia arduo. L’Eurocamera ha manifestato un’accoglienza decisamente gelida e diversi paesi hanno già “levato gli scudi”, definendo il piano “inaccettabile” e per alcuni addirittura “troppo ascensore”, un’espressione che probabilmente si riferisce a un’eccessiva centralizzazione o a una mancanza di flessibilità nella gestione dei fondi.

Il dibattito che si prospetta sarà cruciale per determinare la direzione e la capacità di azione dell’Unione Europea di fronte alle sfide globali, ponendo l’accento sulla necessità di un equilibrio tra ambizione, sostenibilità finanziaria e consenso tra gli Stati membri.


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